
Negli anni si è assistito ad una progressiva caduta dell’Innovation Board come strumento di governo dell’innovazione in azienda.
Questi comitati sono stati largamente adottati dalle organizzazioni per governare il processo di innovazione e il portafoglio di iniziative di innovazione aziendale, ma con scarso successo.
Nel tempo si sono infatti rivelati degli strumenti manageriali utili per accrescere la cultura di innovazione nel leadership team, ma inefficaci per il governo dei processi e del portafoglio di innovazione.
L’insuccesso di questo strumento manageriale per il governo dei processi e del portafoglio di innovazione deriva prevalentemente dalle modalità con cui vengono tipicamente gestiti questi comitati.
Un Innovation Board che possa rivelarsi uno strumento manageriale efficace deve essere strutturato al fine di previene i principali rischi di insuccesso ai punti precedenti.
In particolare, nell’immaginare l’Innovation Board aziendale, è necessitare considerare alcuni elementi progettuali imprescindibili.
L’Innovation Board è uno strumento manageriale di potenziale grande utilità per il processo di innovazione, ma serve dunque massima attenzione su come configurarlo al fine di garantire l’operatività necessaria.
Oltre ad essere uno strumento di potenziale grande utilità, l’Innovation Board è uno strumento necessario al fine di strutturare un sistema di gestione dell’innovazione allineato alle linee guida internazionale ISO 56002 e che si presti dunque ad essere certificato ISO 56001, tema di grande attualità.
All’interno del Libro Bianco dell’Innovation Management 2024, nostro osservatorio annuale, queste considerazione sono arricchite dal caso studio Prysmian.



Le aspettative degli albori stanno facendo spazio ad una maggiore cautela nell’istituzione degli Innovation Board, strumento di potenziale grande utilità e richiesto dalle linee guida ISO 56000, ma di cui è necessario conoscere i rischi di insuccesso e prevenirli.
