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Dal Libro bianco

Gestione della proprietà intellettuale: tassello manageriale essenziale, lungo tutto il processo di innovazione

5/3/2024
Gestione della proprietà intellettuale: tassello manageriale essenziale, lungo tutto il processo di innovazione

Una corretta politica di gestione dell’innovazione in azienda non può prescindere da un’attenta gestione della proprietà intellettuale o dell’impatto che la proprietà intellettuale ha o potrebbe avere in un qualsiasi percorso di innovazione.

Oggigiorno, la gestione della proprietà intellettuale (PI) non significa soltanto essere vigili nel proteggere e valorizzare adeguatamente gli asset immateriali che si generano lungo l’intero processo di innovazione o verificare rischi di violazione di diritti di terzi.  Gestione della PI, oggi, significa anche, e soprattutto, avere le competenze e la sensibilità in primis di saper riconoscere dove e come si è generato un asset immateriale, sia per proteggerlo sia - soprattutto - per sfruttare e valorizzare l’asset immateriale con gli opportuni strumenti di tutela, di condivisione e di licensing. Non a caso alcune importanti realtà aziendali sono passate o stanno passando ad un modello di condivisione e promozione della propria PI, per massimizzarne la valorizzazione e generare collaborazioni di agevolazione di progetti innovativi.

Per raggiungere un grado di comprensione diffusa dell’importanza della gestione della PI nel processo di innovazione è quindi importante impiegare risorse per la formazione e sostenere una politica di promozione di una cultura della gestione della PI, così poco diffusa nel paese Italia rispetto ai paesi nord europei leader.

Non solo. Gestione della PI significa anche sapere quali sono le banche dati e gli strumenti di indagine tipici del settore della PI in grado di aiutare le aziende ad individuare dove siano in atto processi di innovazione, sia in fase di scouting tecnologico sia in fase di verifica, ma anche in quali settori, con quali tempistiche e modalità e con quali rischi imprenditoriali.

Le banche dati brevettuali sono una preziosa fonte di informazioni tecniche e di trend tecnologici troppo poco sfruttata nella maggior parte delle realtà societarie che fanno impresa in Italia. È possibile ricavare informazioni non ottenibili altrove e comprendere quali siano stati i trend tecnologici del passato, ma soprattutto ricavare i trend tecnologici del futuro. A titolo di esempio, osservando i trend brevettuali tra il 2015 e il 2020 era già possibile avere un’indicazione con almeno tre anni di anticipo che oggi l’Intelligenza Artificiale e i Big Data sarebbero state le tecnologie a maggior crescita e impatto.

È importante sottolineare che nessun settore è escluso dall’importanza di una corretta gestione della proprietà intellettuale, neppure settori apparentemente lontani da ambiti prettamente tecnologici o legati al Design, inclusi gli enti pubblici, statali e governativi. Per esempio, l’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (WIPO) ha recentemente stilato un rapporto  contenente casi studio e raccomandazioni su come la PI può contribuire ad un vero e proprio boost per lo sviluppo del turismo. Benché il turismo sia uno dei settori più presenti in Italia da Nord a Sud, non è affatto scontato accostare brevetti, marchi o design per il suo sviluppo. Eppure, il rapporto del WIPO conferma che un sistema di PI equilibrato ed efficiente può fungere da catalizzatore per lo sviluppo dell'economia e per il benessere sociale e culturale. Il sistema di PI può favorire il turismo in diversi modi (ad esempio, attraverso il branding della destinazione turistica e la sua promozione) e può consentire di sfruttare opportunità di raccolta fondi e di investimento. E questo è solo un esempio.

In questo contesto, lo Standard ISO 56005 fornisce una guida su come gestire la PI nel processo di innovazione. La normativa non deve essere vista come una gabbia, ma piuttosto come un quadro di orientamento per aiutare le aziende già parzialmente strutturate a creare gli strumenti di identificazione e protezione della propria PI e per aiutare le PMI meno attente alla gestione della PI ad avere un punto di partenza per un percorso adeguato e moderno di gestione della PI.

Un assessment o un audit di PI è certamente un buon punto di partenza sia per identificare e valutare gli asset di PI esistenti sia per avere un immediato riscontro sul proprio posizionamento rispetto ad altre realtà nel medesimo settore.

Nel recente contesto degli Standard ISO 56000 per la gestione dell’innovazione, si assiste però ad una evoluzione degli assessment e degli audit di PI, i quali analizzeranno non solo gli asset di PI esistenti ma anche le prassi interne per la gestione sistematica della proprietà intellettuale lungo il processo di innovazione.

Si assiste dunque ad una evoluzione della figura degli specialisti di IP i quali devono affiancare, alle competenze tecniche della professione, le competenze in management dell’innovazione con particolare riferimento alle linee guida e ai requisiti di gestione dell’innovazione, rispettivamente oggetto degli Standard ISO 56002 e ISO 56001, unitamente alle linee guida per la gestione della proprietà intellettuale lungo il processo di innovazione, oggetto dello Standard ISO 56005. Percorso evolutivo di cui si ha riscontro in realtà strutturate ed attente alle evoluzioni di mercato.

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